Avviso di accertamento: regole e consigli

25 Marzo 2019
Studio Legale

L’avviso di accertamento non è altro che un atto con cui l’Amministrazione finanziaria informa il contribuente del fatto che egli non ha versato una determinata somma o l‘ha versata ma in misura inferiore.
L’atto, una volta emesso, viene notificato al contribuente il quale ha 60 giorni di tempo per ricorrere oppure per chiedere che il provvedimento venga annullato.
Se il contribuente non intende proporre ricorso, è tenuto a pagare la somma indicata entro 60 giorni in modo da evitare le sanzioni e gli interessi.
Se invece il contribuente ha intenzione di contestare l’avviso ricevuto, può agire in modi diversi.
1- Uno degli strumenti è l’annullamento in via di autotutela e può essere posto in essere quando i vizi siano di natura tale da rendere l’atto annullabile. È il caso, ad esempio, della notifica a persona diversa. In questo caso, è sufficiente far presente il vizio e chiederne l’annullamento.
2- Nel caso in cui l’annullamento in via di autotutela venga respinto, è possibile presentare ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale indicata nell’avviso di accertamento entro 60 giorni dalla notifica. In caso di soccombenza, però, il contribuente deve pagare le spese di lite, nonché 1/3 in più del tributo.
3- L’acquiescenza, invece, si ha quando il contribuente rinuncia ad impugnare il provvedimento e, in cambio, ottiene una riduzione della somma che deve versare. La riduzione va da un minimo di un ⅓ ad un massimo di ⅙ dell’importo contestato.
4- L’accertamento con adesione, invece, consente al contribuente di evitare la lite con l’Amministrazione Finanziaria e definire gli importi da versare tramite accordo. È importante, però, che il contribuente rinunci all’instaurazione di una lite.
Negli ultimi due casi è possibile chiedere una rateizzazione degli importi dovuti.

Avv. Graziella Calciano

 

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